AD UNA CERTA DISTANZA

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Quanti km bisogna essere distanti dal paese per sentirne la nostalgia?

Perché a 100 km mi dicono che sono vicino casa:
“E non ci voli nenti, va’ quandu voi, ‘na ura i machina e arrivasti.”

A me non sembra. Perché quando scegli di vivere un altro luogo quel quandu voi non è così semplice come lo dicono.
Perché se durante la settimana, nel pieno del lavoro, quello che vorresti è respirare la salsedine ascoltando le onde del mare, non puoi lasciare tutto e andare.
Aspetta il weekend, si dirà.

Ma quel profondo senso di mancanza, anche se si torna per un giorno, non va via.

Perché Mimmo Bonaccurso che alza la serranda e chiama urlando: “Francescantoninooooo”, Mimma che passa e “Aaaa Cuncetta”, le campane la mattina, Carmela che corre veloce verso la Chiesa, Mimma affacciata dal tabacchino, Matteo e Staropoli sulla porta, il 19 marzo di Pino, i pescatori alla marina, il silenzio dei Marchesi, il vento sul lungomare, le increspature delle onde, non sono un weekend.

Camminare, ascoltare la mia gente, la cadenza marcata della “T”, ti mancano nel quotidiano sia che tu sia a 18, a 100, a 2000 km.

Quindi, permettetemi di sentire la mancanza del mio paese e della mia gente anche a “‘na ura i machina”.
Perché puoi scegliere di vivere in un altro luogo ma “a casa” ci lasci sempre il cuore.

M.

 

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