UNA FOTOGRAFIA DI NOME BRIATICO

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Raffaele Montepaone non è semplicemente un fotografo. C’è qualcosa di più nei suoi scatti. Una sua foto è il ritratto di un momento, di un frame che immortala il soggetto in tutta la sua bellezza. C’è vita nei volti, nelle rughe, nel sudore, nelle espressioni dei suoi personaggi calabresi. Già, calabresi. Perchè Raffaele gira la sua terra in cerca di uomini e di donne, di storie e di mestieri che tra qualche anno rimarranno solo – e appunto – fotografia.

E tra i suoi tanti luoghi visitati c’è Briatico.
Briatico e i suoi pescatori, Briatico e i suoi anziani.
Come Marina, 103 anni, fotografata “per caso” da Raffaele mentre passeggiava in paese in cerca di ispirazione.

Cosa ti ha spinto ad andare a Briatico?
Non avendo mai fotografato la pesca ho deciso di andare a Briatico perchè da sempre sapevo che al Mulino c’erano i pescatori, che giornalmente – da tantissimo tempo – si recano per le varie attività di pesca. La Marina è la loro casa. Dalla preparazione delle reti e delle lenze il pomeriggio, all’uscita alle prime luci dell’alba.

Cosa ti hanno detto appena i pescatori ti hanno visto?
Ho trovato come di consueto un pò di diffidenza. Dopodiché, come di solito accade quando sei di fronte a gente infaticabile che lavora, e dopo aver parlato con loro e aver spiegato il perché della mia presenza, la diffidenza è sparita..

Cosa ti hanno trasmesso queste vite?
Quello che volevo far uscire dal mio servizio non era tanto il pescare, ma la vita e i segni particolari che hanno queste persone: mani che mostrano i segni della salsedine e del sole, ad esempio. O la pelle bruciata per via del tempo trascorso in mare
Come tutte le persone che vado a cercare o che incontro, quasi sempre persone per così dire “vissute”, quello che mi colpisce è la loro complicata semplicità. I pescatori, per esempio, vivono ancora la vita, sapendone apprezzare pregi e difetti. A differenza di molti di noi, giovani e meno giovani: abbiamo smesso di apprezzare molte cose.

Come hai conosciuto la signora Marina, donna di 100 anni e passa?
Quello è stato un incontro casuale…

Un incontro casuale? Ovvero?
Ero andato per fotografare altro, il professor Scarnato per l’esattezza. Una volta finito, mentre camminavo per le vie del paese, mi sono girato e il mio sguardo è andato verso una finestra. Dentro c’era lei, Marina.

Cosa ti ha colpito, dunque?
La cosa che mi ha colpito è stato vederla a letto, ma stranamente pronta e preparata…

Preparata a cosa? Alla morte, dici?
Infatti la mia prima domanda è stata questa: perché siete vestita se comunque non uscite più e frate a letto? E lei mi rispose dicendomi che doveva essere presentabile sempre. Una signora dalla forte fede, come quasi tutte le persone di questa età, circondata da icone religiose. Mi spiegava che stava attendendo il momento per raggiungere suo marito che era già in paradiso. Il posto del marito era lì, nel letto. Sembrava ci fosse anche la forma. Pareva fosse assieme a lei, lì nel letto.

Hai vinto un premio importante grazie a lei. Quale?
Quella foto è una delle tre che ho presentato per il concorso “Affordable Art Fair”. Il premio è stato il poter esporre e vendere le mie opere durante la fiera d’arte, pur non avendo una galleria.

Perchè ti piace immortale volti, mani, dettagli di vita e non magari paesaggi o nature?
Perché il mio progetto, chiamato appunto “Life”, nasce proprio dalla voglia di documentare la mia terra attraverso le persone che l’hanno costruita, vissuta e vista cambiare. Inoltre, anche in un paesaggio ho bisogno di antropizzare la foto.

A Expo2015 hai portato questa Calabria. I tuoi visitatori immaginavo questa antichità nella nostra regione?
L’interesse è stato anche su questo. Mi hanno fatto un sacco di domande e di interviste proprio chiedendomi di parlare della Calabria e delle persone che fotografo. Ho fatto più promozione io che chi dovrebbe farla sulla Calabria! Naturalmente a Milano durante la fiera c’è stata moltissima attenzione da parte degli addetti e dei collezionisti. Tant’è che alcuni di loro hanno comprato le mie stampe, a dei prezzi molto alto considerando che in fondo io ero uno sconosciuto.

Un’ultima domanda… cosa ti ispira Briatico?
Semplicità. Semplicità in tutte le sue forme.

Ovviamente vale pure per la gente, no?
Soprattutto…

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